Pecora del Centro Italia


a pecora è un animale strano. Timido, buffo, ma anche tranquillo e socievole, a cui piace vivere in compagnia. L’uomo ha imparato ha ricavarne di tutto, dal latte alla carne fino alla lana per i propri vestiti, caldi per i climi rigidi della montagna. Insieme alle capre e inferiori forse solo ai cammelli, i grandi traghetti del deserto, le pecore sono tra quei pochissimi animali ad aver raggiunto per l’uomo un così alto grado di utilità. Diffusissime in tutta l’area del Mediterraneo, dove l’allergia al latte è stranamente meno comune rispetto a molte altre parti del mondo, le pecore sono diventate per noi indispensabili e sono state tra i primi animali che abbiamo allevato, millenni e millenni fa.

 


Pecora del Centro Italia


a pecora è un animale strano. Timido, buffo, ma anche tranquillo e socievole, a cui piace vivere in compagnia. L’uomo ha imparato ha ricavarne di tutto, dal latte alla carne fino alla lana per i propri vestiti, caldi per i climi rigidi della montagna. Insieme alle capre e inferiori forse solo ai cammelli, i grandi traghetti del deserto, le pecore sono tra quei pochissimi animali ad aver raggiunto per l’uomo un così alto grado di utilità. Diffusissime in tutta l’area del Mediterraneo, dove l’allergia al latte è stranamente meno comune rispetto a molte altre parti del mondo, le pecore sono diventate per noi indispensabili e sono state tra i primi animali che abbiamo allevato, millenni e millenni fa.

 


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l Centro Italia, l’ombelico del Bel Paese spaccato in due dagli Appennini, è antica terra di greggi e pastori, celebrati nei versi di Gabriele D’Annunzio. Fino a pochi anni fa qui si praticava la lunga transumanza che durava mesi, e quando si avvicinava l’inverno i pastori partivano in marcia dall’Abruzzo alla Puglia, dalle Marche fino a Roma seguendo i tratturi e le vecchie vie consolari per poter offrire alle loro pecore tutto il cibo di cui avevano bisogno.

In genere, le razze più diffuse dall’Emilia-Romagna al Molise prendono nome dalla loro zona di provenienza o dal luogo in cui si sono ambientate meglio, come la Fabrianese e la Pomarancina, mentre altre, come la Sopravissana, sono nate dall’incrocio tra le razze autoctone e la famosa Merino dalla lana pregiata, importata dalla Spagna nel Settecento. Si tratta di pecore e arieti nati e allevati in queste terre, allattati con latte materno fino allo svezzamento e poi lasciati liberi di godere dei pascoli di montagna, dove hanno a disposizione una grande varietà di vegetazione, spesso anche in aree protette e quindi con una maggiore biodiversità. Oltre al foraggio spontaneo del territorio, mangiano altre piante coltivate localmente, come alcuni tipi di legumi e cereali.

Quando ne mangiamo la carne, si parla di abbacchio (un mese di vita), agnello e castrato (entrambi fino a un anno. L’agnello del Centro Italia è famoso per la tenerezza della carne e la sua alta resa alla macellazione, oltre ad essere più magro rispetto ad altri e quindi particolarmente amato da chi non vuole rinunciarci durante le feste. Il latte di pecora, poi, è molto sostanzioso a livello nutrizionale, e qui viene usato per fare formaggi come la ricotta, la caciotta e il pecorino; secoli fa il pecorino non mancava mai nello zaino dei legionari romani, ma gli stessi pastori non potevano farne a meno quando partivano in transumanza. Oggi lo ritroviamo in tante delle ricette tradizionali più gustose e famose, a partire dagli stessi spaghetti all’amatriciana.

Le pecore hanno fatto la fortuna di borghi come Amatrice  e Leonessa, in provincia di Rieti, sia per la produzione di formaggi che per il mercato della lana. A Leonessa le grandi famiglie nobili i cui palazzi storici si incontrano lungo il Corso hanno spesso fatto la loro fortuna investendo proprio nel mercato della lana. E questi animali sono ancora lì sui Monti della Laga, sul Monte di Cambio, sul Monte Tilia, accuditi da pastori di ogni generazione che portano avanti il mestiere più antico del mondo. La nascita degli agnelli, la tosatura all’inizio dell’estate, la ricerca delle sorgenti d’acqua e dei pascoli migliori, l’attenzione ai bisogni e ai ritmi di ogni animale: un gregge è una bella responsabilità, ma per fortuna non manca mai l’aiuto dei cani da pastore.


Strade e Terre